Far West
Siamo dei maledetti edifici del far west, non c'è altra spiegazione plausibile.
Siamo come quelle case che vedi nei film che hanno la facciata immensa e colorata in maniere ardite, che dietro nasconde dei tetti miseri in legno racimolato da qualche discarica, costruite in fretta perchè nessuno va mai a vedere il retro di quegli edifici, è tutto il fronte che conta, tutta la facciata che deve attirare l'attenzione, se poi il padrone di casa quando piove galleggia non è fondamentale.
Siamo dei maledetti edifici western che devono vivere con la perenne paura che la propria facciata non andrà mai bene, incuranti di mettersi a riparare i buchi sul tetto o di cambiare i vetri alle finestre del retrobottega, che tanto non faremo mai entrare nessuno così dentro la nostra esistenza da permettergli di vedere quanto abbiamo trascurato noi stessi. Si devono tutti fermare alla facciata, noi più a fondo non abbiamo lavorato ci spiace guardate davvero ma osservate che cazzo di sorrisi ci siamo dipinti in faccia e quanto trucco di scena abbiamo comprato per mettere su la maschera migliore del mondo.
Ma vi prego non guardateci dentro che ci sono solo rovine ed un paio di topi che mangiano avanzi, che neanche noi da dentro sappiamo guardarci, e quindi no, facciate più alta e la paura passa.
Abbiamo cuori di vetro rivestiti d'acciaio e pensiamo che smettere di provare qualsiasi emozione ci possa garantire una qualche salvezza dal mondo, mentre alla fine finchè terremo vasi di vetro in botti di ferro potremo illuderci di essere invulnerabili ma basterà distrarsi un momento, correre in una direzione sperando di poter trovare un momento di pace, e gli scossoni faranno il loro sporco lavoro di frantumazione.
Che le botti di ferro sono troppo larghe come armature per dei cuori così piccoli e fragili, che ogni volta che si sta più di merda non è che i cocci scompaiono, stanno sempre lì e diventano un campo minato dentro una botte di ferro che circonda un cuore sempre più piccolo e trasparente, che se non si fa niente per levarsi la corazza il povero sfigato che vorrà provare a raggiungere quella parte di noi che si sforza pure di chiedere aiuto dovrà sfondare l'acciaio, camminare su cocci di vetro, e poi cercare al buio qualcosa che neanche noi siamo ancora troppo sicuri di avere.
E di gente così non è che sia così tanto pieno il mondo, gente così s'è estinta contro botti d'acciaio s'è estinta per la perdita di sangue sui cocci di vetro, s'è estinta morendo di vecchiaia a cercare amori inesistenti dentro cuori troppo tagliati e botti prive d'ossigeno, s'è estinta e la nuova generazione che è rimasta è troppo fragile troppo spezzata e troppo impaurita ed incazzata per pensare davvero a tendere la mano.
La nuova generazione sono lupi vestiti da agnelli, hanno pistole nel sangue e maledizioni nel cuore, tendono la mano non per aiutare a rialzarsi ma per afferrarti e trascinarti da loro per rubarti ogni cosa, hanno nel cuore l'egoismo di chi ha troppo sofferto e vuole a tutti i costi che venga il suo turno, la cattiveria di chi ti frega il parcheggio perchè l'ha cercato per ore, di chi ti supera in fila alle poste perchè è stanco di stare là dentro, hanno la cattiveria dei deboli le persone di questa generazione, hanno la rabbia dei poveri, di chi non ce la fa più, ed ognuno allora diventa vittima e carnefice, ci si abbraccia stretti per non lasciare spazio alle coltellate, che se ti stringo le braccia al petto tu non mi puoi pugnalare, e non c'è più amore ma paranoia, si dona ogni cosa perchè si spera che così l'altro dovrà fare lo stesso, non ci si fida di nessuno cazzo, non ci si fida neanche del proprio specchio neanche della propria voce, neanche della propria mente, e se non ti fidi neanche di te stesso allora come credi di poterti affidare a qualcuno, se non accetti neanche ciò che sei non potrai davvero sperare di accettare quello che gli altri diranno e faranno, stai lì in bilico e non ti butti nel vuoto sperando ti spuntino le ali per volare via, ti butti nel vuoto sperando non ti spunti niente e di diventare un cazzo di pollock sull'asfalto, che magari se hai vissuto una vita infame potrai fare la gioia di un critico d'arte fingendoti da morto una macchia più grande di quanto sei mai stato in vita.
